Draft 2010: Jahvid Best – California Golden Bears.

Ruolo: Runningback                        Classe: Junior

Altezza: 178 cm – 5’ 10’’                  Peso: 90 kg – 199 lbs

Luogo e data di nascita: Vallejo (California) 30 Gennaio 1989

Atleta straordinario, completo e molto solido, Best è un runningback che se non avesse giocato a football avrebbe tranquillamente potuto competere per i trials statunitensi, dedicandosi notte e giorno all’atletica, sport dove ha ottenuto importantissimi risultati durante la carriera liceale alla Salesian High School di Richmond, California.

Runner titolare della squadra fin dall’anno da junior, ha gareggiato con successo pure nel team di atletica, conquistando il titolo nazionale californiano dei 100 metri nell’anno da senior, correndo in 10.31 e migliorando di 8 secondi il tempo con cui si era aggiudicato l’anno precedente la stessa gara agli Arcadia Invitational; evento, in cui nell’ultima stagione liceale ha vinto anche i 200 metri.

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Combine 2010: Defensive Backs.

Gruppo tra i più attesi, per via della presenza di diversi potenziali first rounder e tanti papabili outsider che fanno gola a diverse franchigie NFL, ha saputo interpretare al meglio questo ruolo facendo da primo spartiacque per alcuni dei migliori prospetti della classe, fungendo da vera e propria prova del nove per le loro velleità e aspirazioni.

Ha fatto scalpore, in questo senso, la prova negativa dell’ottimo Joe Haden, considerato unanimemente il primo cornerback del prossimo Draft che a Indianapolis ha fatto di tutto fuorchè impressionare positivamente gli scouts, delusi dalla sua prova sulle 40 yards, dove ha fermato il cronometro a 4.57, e da diversi altri esercizi a cui è stato sottoposto, che a sorpresa hanno evidenziato dei limiti atletici impensabili visto la grande carriera collegiale che ha alle spalle.

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Combine 2010: Linebackers.

Reparto menomato per il grande forfait di Rolando McClain, fermo ai box per l’infortunio al bicipite femorale che dovrebbe però permettergli di ritornare in tempo per il Pro Day di Alabama, dove dovrà cercare di recuperare il terreno che fin qui ha perso quando è stato visionato dagli scouts e dai team, alcuni dei quali lo hanno fatto crollare verticalmente nelle loro draft boards; un vero peccato per un prospetto che fino a pochissimo tempo fa, e forse ancora oggi, era considerato il miglior linebacker uscito dalla NCAA dopo Patrick Willis, attuale asso dei San Francisco 49ers.

Senza il talento dei Crimson Tide gli occhi erano puntati su Sean Weatherspoon di Missouri, reduce da una stagione non del tutto convincente con la maglia dei Tigers ma parso nettamente in ripresa all’evento di Indianapolis, dove è rimasto concentrato in tutte le prove ottenendo buonissimi risultati e ottimi resoconti da parte degli esaminatori, che sembrano nuovamente propensi a proporlo come primo outside linebacker del Draft, almeno escludendo i vari ibridi che possono giocare in questo ruolo nelle difese 3-4 e come DE in quelle 4-3.

Piuttosto veloce nelle 40 yards, 4.68, Weatherspoon ha mostrato una buonissima reattività in tutti gli esercizi, confermando di essere pronto per il first round, dove potrebbe essere tranquillamente scelto viste le garanzie che assicura in situazioni di coverage, l’ottima tecnica di placcaggio, e l’istinto innato che gli permette di essere sempre presente dove si sviluppa l’azione; luogo dove non è detto che possa trovarsi con facilità persino Dakoda Watson, vera sorpresa delle combine con un tempo sulle 40 yards, 4.56, che ha messo in fila parecchi suoi colleghi.

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Eric Berry – Tennessee Volunteers

Ruolo: Safety Classe: Junior

Altezza: 183 cm – 6’ 0’’ Peso: 96 kg – 211 lbs

Luogo e data di nascita: Fairburn (Georgia) 29 Dicembre 1988

Le tendenze degli ultimi 10-15 anni di draft pretenderebbero di insegnarci che difficilmente un safety vale le prime cinque scelte assolute, perché le posizioni di talento in grado di dare impatto da subito sono normalmente quelle offensive, e le squadre preferiscono pescare un quarterback che possa tenere le redini del reparto per il decennio successivo, oppure un ricevitore dalle mani d’oro, od ancora accaparrarsi un uomo di linea offensiva o difensiva, posizioni non sempre pubblicizzate come meriterebbero, ma pilastri fondamentali per ricominciare a costruire.
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Combine 2010: Defensive Linemen.

Grande battaglia tra i giocatori di linea difensiva, dove si presentavano ai nastri di partenza della combine tutti i migliori interpreti dei due ruoli, quello di tackle e quello di end; nel primo enorme attesa per il primo confronto ravvicinato tra i due prospetti che attualmente si lottano la prima scelta della posizione e, fondamentalmente, anche la prima assoluta, visto che l’indecisione regna sovrana in quel di St. Louis.

Leggermente favorito, ancor di più dopo la grande prova sfoggiata all’evento di Indianapolis, l’ottimo Ndamukong Suh, atleta eccezionale che ha mostrato la sua supremazia indiscussa sulla maggior parte dei prospetti della classe figurando benissimo in molti degli esercizi a cui si è sottoposto; piuttosto veloce sulle 40 yards, dove è rimasto sotto i 5 secondi, ha impressionato tutti sulla panca totalizzando 32 alzate, confermando di possedere potenza ed esplosività fuori dal comune che dovrebbero consentirgli di dominare sulle linee fin dalla stagione da rookie.

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Combine 2010: Wide Receivers.

Qualche defezione importante anche in questo ruolo non ha comunque impedito agli Scouts di valutare alcuni dei prospetti più interessanti del prossimo Draft, e nonostante si siano dovuti accontentare di visionare l’attesissimo Dez Bryant solo nel corso delle interviste con i vari team, lo hanno per ora mantenuto in testa al ranking, in attesa di vedere quanto farà nel Pro Day di Oklahoma State, in programma domani, mercoledì 10 Marzo.

Senza la presenza del numero 1 sul campo a tenere botta è stato ovviamente Golden Tate, che con un buon 4.42 sulle 40 yards ha dimostrato di possedere una buona velocità, e grazie anche alle positive prove nei drills, dove ha corso delle ottime traccie, ha confermato di avere le potenzialità per diventare un grande playmaker tra i professionisti; i molti scout che si perdono nei paragoni con Steve Smith di Carolina, quindi, sembrano aver ragione, anche perchè il talento di Notre Dame è sempre stato un giocatore piuttosto produttivo, capace di attaccare la palla e di ottenere buonissimi guadagni dopo la ricezione.

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Rolando McClain – Alabama Crimson Tide

Ruolo: Linebacker Classe: Junior

Altezza: 193 cm – 6’ 4’’ Peso: 117 kg – 258 lbs

Luogo e data di nascita: Decatur (Alabama) 14 Luglio 1989

Guardando le partite di Alabama in televisione, è impossibile non accorgersi di lui. Quando termina un’azione difensiva dei Crimson Tide il suo nome è chiamato dal telecronista nove volte su dieci, perché si fa trovare sempre nel mezzo dell’azione. E’ stato il leader di una delle difese più produttive e tenaci del college football, imponendosi sin dal suo arrivo al campus per via di un’etica lavorativa eccellente, in un corso terminato con un meritato titolo nazionale. Senza Rolando McClain a guidare i compagni dalla posizione di middle linebacker, il quarterback della difesa, non siamo sicuri che Alabama sarebbe stata così efficace contro gli attacchi avversari.
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Combine 2010: Runningbacks.

Come successo per i quarterbacks anche in questo reparto il giocatore più atteso ha deciso di latitare, centellinando le sue apparizioni nelle prove che non potevano minare più di tanto il suo status di primo runner del Draft; ovviamente mi riferisco all’ottimo C.J. Spiller che quasi tutti, credo, abbiamo avuto modo di ammirare con la maglia di Clemson nelle ultime due stagioni, dove si è fatto notare per le sue tante qualità che lo rendono un tailback piuttosto completo.

Capace di rompere la partita in due come pochissimi altri talenti presenti all’evento di Indianapolis, il runningback è uscito di scena presto, dopo aver fatto segnare il secondo tempo sulle 40 yards, 4.37, inserendosi alle spalle di una delle sorprese più gradite della combine; gradita soprattutto perché si tratta di un ragazzo sfortunatissimo che per poco non ci rimetteva carriera e vita dopo una brutta caduta sul finire della stagione regolare, in una partita che lo stava ancora una volta consacrando come uno dei migliori atleti della NCAA.

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Combine 2010: Quarterbacks.

Prova difficile da analizzare a fondo, invalidata anche dalle rinunce arrivate da Sam Bradford, Jimmy Clausen, Colt McCoy e Tim Tebow, che hanno deciso di non lanciare alle Combine per preservarsi per i loro Pro Day, accettando di partecipare solo alle altre prove collettive, ad esclusione dei primi due che si sono dedicati esclusivamente alle interviste, lasciando da parte gli altri confronti.

Tim Tebow è riuscito comunque a far parlare di se lavorando benissimo durante gli esercizi atletico-fisici, dove ha dimostrato di avere delle doti naturali importanti che possono permettergli un eventuale futuro sviluppo in un ruolo diverso da quello di quarterback, dove comunque sembra si riservi qualche decisiva carta da giocare nell’appuntamento di Gainesville; se li stupirà tutti con questa tanto pubblicizzata, e allo stesso tempo secretata, nuova tecnica di lancio, allora il suo Draft grade potrebbe davvero essere in ascesa.

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Combine 2010: Offensive Lineman.

Quarantasei le lettere inviate dagli scout NFL per invitare a Indianapolis i migliori prospetti del reparto, tra cui spicca sicuramente il fenomenale Russell Okung, offensive tackle da Oklahoma State da tempo inserito tra i top player del prossimo Draft, tanto da essere considerato a tutti gli effetti uno dei primi dieci giocatori selezionati; sensazione che ha confermato anche sul campo delle combine, mostrando una straordinaria potenza sulla panca e una supremazia fisica impressionante, della quale aveva già dato ampiamente sfoggio in NCAA.

Fisicamente devastante, ha qualità per imporsi come grande interprete del ruolo e per diventare una stella del futuro, la stessa cosa che potrebbe fare Brian Bulaga, suo collega da Iowa che a soli 20 anni si affaccia al professionismo, con tante premesse di restarci per lunghissimo tempo, nonostante qualche prova non del tutto convincente nel week-end; buono nei drills ha faticato in altri esami, anche se si è ampiamente rifatto con le interviste, dove è stato uno dei più occupati ed un protagonista indiscusso.

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